Castel San Vincenzo

Periodo da concordare con i partecipanti

Le mainarde –  Alto Volturno

CASTEL SAN VINCENZO – ROCCHETTA A VOLTURNO – SCAPOLI

Partenza dal proprio alloggio alle ore 9.00 alla volta di Castel San Vincenzo, piccolo borgo di 518 anime in provincia di Isernia abbarbicato su un costone roccioso a 749 metri sul livello del mare, a sovrastare un paesaggio a dir poco incantevole: posto ai confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, quasi fosse la sua porta d’ingresso, Castel San Vincenzo sovrasta l’incantevole lago omonimo e la vallata da cui nasce il fiume Volturno con la catena montuosa delle Mainarde a fare da sfondo. E come se la bellezza del paesaggio non bastasse a rendere prezioso il territorio, a Castel San Vincenzo si trova uno dei più importanti rinvenimenti archeologici d’Europa: l’abbazia benedettina di San Vincenzo al Volturno. L’abbazia sorgeva a poche centinaia di metri dalle sorgenti del fiume Volturno sulla sua sponda sinistra, in una posizione favorevole sulla fertile Piana di Rocchetta, ai piedi dei massicci montuosi Appenninici. A breve distanza dall’area archeologica, sulla sponda destra del fiume, sorge la nuova chiesa con gli edifici del nuovo monastero annesso. La nascita dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno si fa risalire all’inizio dell’III secolo d.C. nell’intento di fondare un luogo dedicato alla vita monastica su una area già sede di un insediamento di epoca tardoromana. Nel tempo divenne uno dei più importanti complessi monastici d’Europa, trovandosi in una posizione strategica, al confine tra il regno dei Franchi a nord e il regno dei Longobardi a sud. La prospiciente area archeologica risulta essere una delle più importanti d’Europa nel quadro dell’archeologia monastica tardoromanica e tra i tanti reperti rinvenuti, di grande valore sono i resti della cripta di Epifanio con i suoi preziosi affreschi. L’elemento più importante del paesaggio (oltre ad essere il borgo) di Castel San Vincenzo è il lago omonimo. Si tratta di un invaso artificiale realizzato sul finire degli anni Cinquanta per scopi idroelettrici alimentato da un tributario del Volturno. Le sue acque, grazie anche ai sedimenti in sospensione, assumono un colore turchese che con il verde lussureggiante e brillante dei campi e della vegetazione circostante, e le Mainarde e il borgo a fare da sfondo, contribuiscono a rendere pittoresca la veduta. Sulle sue sponde si trovano tranquille spiaggette dove d’estate è possibile stendersi al sole, remare in canoa, o preparare una gustosa grigliata. Pranzo libero a cura dei partecipanti o in ristorante tipico. Nel pomeriggio visita di Rocchetta al Volturno. Rocchetta a Volturno è un borgo che custodisce delle chicche davvero sorprendenti. Quella che visiteremo noi è Rocchetta Nuova, incastonata tra le Mainarde e il fiume Volturno, perché la Rocchetta Alta (o anche detta Vecchia) è abbarbicata al fianco della montagna in stato di abbandono dopo un serie di pericolose frane. Il borgo è sede dello straordinario Museo del Secondo Risorgimento, una testimonianza preziosa della posizione strategica del Molise durante i conflitti mondiali, in particolar modo nel secondo. Frutto della sinergia tra l’Associazione Scapoli 1943/1944 ed il Comune, il Museo vanta una quantità inimmaginabile di reperti tra armi (circa 300), divise (circa 150 di soldati italiani, inglesi e tedeschi), riviste, fotografie, video. A seguire visita di Scapoli. Se sei alla ricerca delle tradizioni più caratteristiche d’Italia, ti suggeriamo di visitare il piccolo borgo di Scapoli, uno tra i più belli del Molise, per tradizioni e natura, divenuta ormai località privilegiata per turisti. Situato nelle vicinanze del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, in un territorio dove storia, natura, arte e tradizioni si fondono, Scapoli offre al visitatore una straordinaria opportunità per godere di bellissime e suggestive vedute sulla catena della Mainarde, sulla Valle del fiume Volturno e sul massiccio del Matese. La località è conosciuta a livello internazionalmente per le sue zampogne, strumento musicale la cui tradizione, tramandata di padre in figlio, è ancora oggi tenuta in vita da abili artigiani e costruttori, nonché da virtuosi musicisti e appassionati dello strumento, che ne conservano ancor oggi le originali melodie .Gli importanti sforzi dedicati a questo strumento, anche grazie alle attività del Circolo della Zampogna, hanno dato vita, nel corso degli anni, alla creazione di un Museo della Zampogna e ad una serie di iniziative, tra le quali l’evento annuale della Mostra mercato e del Festival internazionale della Zampogna, che attira a Scapoli, a fine luglio, non solo turisti appassionati e curiosi, ma anche musicisti italiani e europei. In serata rientro presso il proprio alloggio.

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